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Scott



Foto random di fighi interessanti: Adrian Grenier

                                   

Scott ha 21 anni e studia all'Accademia di Belle Arti di Los Angeles; realizza audaci installazioni ambientali ed è considerato una giovane promessa nello scenario artistico americano. Viene da una famiglia ricca e influente che l'ha "rinnegato" per le sue scelte di vita eccentriche, vive solo in una sorta di loft-magazzino e ha davvero bisogno di soldi. Ha molta difficoltà ad intrattenere storie serie, nondimeno il suo ideale sentimentale è rappresentato da due suoi vicini di casa molto attraenti ai suoi occhi, una coppia di ragazzi che convive da qualche anno e risiede in quel condominio da prima di lui. Fa amicizia con loro offrendo un carattere caustico e impiccione, fino a ingraziarsi la simpatia dell'uno e l'ostilità dell'altro. Quando però la coppia affiatata a sorpresa scoppia, Scott dovrà affrontare il loro distacco ricombinando i tasselli del precedente mosaico in una nuova opera, astratta e bizzarra.



Prossimamente, una nuova storia targata BuFr.





Abominium: la coppia di Firenze




Parliamo finalmente di questi due divertenti e adorabili pupi, la coppia a suo modo più divertente, male assortiti come l'acqua e l'olio. Alessandro e Simone in Abominium sono i due personaggi che mi permettono di esplorare un po' la vita di coppia e forse, occupandomi di loro, mi sono accorta di non aver mai trattato un rapporto monogamico tanto consolidato fino a quel momento.
Credo che il primo spunto per loro mi sia venuto avendo in mente la coppia gay che abita nel vicinato del telefilm Desperate Housewives. XD Soprattutto nel fatto che la ruolizzazione lì è tanto estremizzata da essere comica: se avete presente la coppia di quel telefilm, ciò che salta all'occhio è che nel contesto borghese e residenziale della storia loro due non spiccano nemmeno, perché sono in tutto e per tutto una coppia tradizionale. Uno dei due non lavora, cucina, si occupa della casa, gioca a carte e spettegola con le vicine, insomma fa tutto ciò che in quel contesto fanno convenzionalmente le donne; e l'altro è un avvocato molto bromosexual che beve birra e adora lo sport. Sono una coppia consolidata e nella loro "trasgressione" annullano completamente ogni tipo di differenza con le coppie etero che li circondano, adeguandosi totalmente alla divisione dei ruoli convenzionali.

Mi piaceva l'idea di una storia che parla di una coppia consolidata e convivente da un po'. Alessandro e Simone sono tutti e due over trenta: il primo ha un'idea abbastanza progressista dell'essere gay, mentre il secondo è un agglomerato vivente di vecchi stereotipi XD Simone si acconcia in modo vistoso, sgargiante, faceva il parrucchiere, insomma per quanto possa essere attraente è una checca ai limiti del fastidioso ^^' Questo suo aspetto mette molto in imbarazzo Alessandro, che non ha niente del cliché e che è invece cresciuto con l'idea rilassata che non si debba per forza dare nell'occhio come "gay", che essere gay è una faccenda personale e privata.

Quindi i due temi principali di questa storyline sono la vita di coppia, con tutte le sue difficoltà e divieti, e una riflessione sull'evolversi dell'*iconografia* del gay in relazione all'accettazione dell'omosessualità nella società civile.
1) Per quanto riguarda la vita di coppia, un tema affrontato da questa storia è quello della convivenza come tappa più "seria" nella vita di una coppia gay - almeno in Italia. Una coppia etero è tendenzialmente molto legata a tutta una progettualità e a una serie di tappe che spesso ai gay, qui, sono precluse: il matrimonio, i figli, poi i nipoti. Il vivere insieme finora è tutto ciò che gli omosessuali hanno per celebrare un rapporto d'amore, non c'è altro di ugualmente importante dopo, e quindi non va preso alla leggera. Nonostante tutti i dubbi sulla loro compatibilità, Alessandro chiede a Simone di andare a vivere insieme; compie perciò un passaggio particolarmente impegnativo specie secondo i suoi canoni, con tutte le problematiche del caso.

2) L'evolversi dell'iconografia del gay.
Per fare un parallelismo che amo, quello tra la situazione LGBT e quella più strettamente femminile, avrete senz'altro sentito in tempi recenti tutto il dibattito sul corpo della donna. Perché se è vero che obbligare una donna al velo, alla copertura integrale del suo aspetto, è sicuramente un'oppressione, è anche vero che spogliarla in tv per fare audience non è un sintomo di libertà femminile. Quindi l'immagine della donna sia rivestita sia spogliata è comunque un'immagine repressa, con il paradosso che entrambi i punti di vista sono invece alla radice giustificati come esempio di "femminismo" (con chi vela le donne che sostiene di farlo per *rispetto* assoluto nei loro confronti, e chi le spoglia che invoca proprio la loro libertà di fare ciò che vogliono del loro corpo).
Stessa cosa sta accadendo nella questione LGBT e riguarda sempre il mostrare/non mostrare. Negli anni Sessanta, i Gay Pride avevano il valore di portare i gay "nelle strade" simbolicamente in modo esagerato e vistoso dopo che per secoli erano rimasti segregati nell'anonimato. Ora, però, si biasimano queste manifestazioni al limite e si incoraggia invece alla sobrietà. Spesso, quasi sempre, io mi trovo d'accordo: proporre a oltranza sui media l'immagine del gay come checca non fa bene a nessuno, perché diventa un modo per farne "altro da sé". Se ti dipingo come molto diverso da me, allora io uomo etero posso stare sicuro della mia mascolinità e ritenerti qualcosa di distante, storto, che non mi riguarda in alcun modo. I gay televisivi sono spesso, e non a caso, proposti come uomini brutti, imbarazzanti, al limite del disgustoso e anti-sessuale. Abbiamo perciò bisogno come l'aria di un'iconografia di gay "normale", come in realtà è. In un certo senso si è ormai esaurita l'esigenza che era dei Gay Pride, quella di "mostrarsi", e si ha bisogno ora di istruire la gente ignorante che quel mondo non è "qualcosa d'altro" rispetto alla "normalità", con sue regole e atteggiamenti specifici, ma siamo noi con altri gusti, sono i nostri amici, i nostri fratelli.
Quest'ultima è esattamente la mia posizione, eppure quando sento dire che per esempio Lucio Dalla ha "fatto bene" a non voler far sapere della sua omosessualità perché sono "fatti suoi", mi chiedo se questo richiamo alla sobrietà non rischi di far precipitare tutto di nuovo nell'ombra, nel *facciano quello che vogliono, ma di nascosto* tanto caro a mia nonna. Chi è più libero, Alessandro o Simone? Alessandro, con la sua volontà di non farsi etichettare, o Simone, che si comporta come vuole senza badare che ha un'etichetta stampata addosso? Confesso che la risposta io non l'ho e tutta la storia nasce come riflessione che serve a me per prima. Come auto-provocazione, in un certo senso: io sarei in teoria d'accordo con Alessandro, ma in tal modo non sto a mia volta discriminando Simone perché si comporta "da checca"? Non lo sta facendo Alessandro?

Alla fine l'omosessualità è un ambito che investe il privato, ma-anche-no. Io sono etero e se uno mi chiede "hai il ragazzo?" non ho alcun problema a rispondergli. Non considero la risposta a questa domanda come privacy. Eppure per tanti ragazzi omosessuali dare questa risposta investe ancora una sfera segreta, privata, da consegnare al prossimo solo quando c'è la cieca fiducia. Lucio Dalla avrebbe potuto dire esattamente come me "ho un ragazzo", eppure lui non l'ha voluto fare "per privacy".
Dov'è il confine tra sobrietà e vergogna di sé?
E dove quello tra la libertà di esprimersi e l'adeguamento a un modello di comportamento imposto dalla tribù (che può essere quello finto-etero, ma attenzione, anche quello del gay sguaiato)?

Devo ammettere che forse questa è l'unica delle quattro storie in cui io per prima non mi muovo avendo già una mia opinione ferrea sul tema; la uso anzi come palestra per riflettere a mia volta. Il più discriminato di questa storia è proprio Simone perché proprio io, favorevole a matrimoni, adozioni e quant'altro, sarei la prima a discriminarlo. In teoria tendo infatti a pensare che il gay effemminato non rechi un buon servizio alla causa comune, ma che si renda inconsciamente complice del sistema auto-ghettizzandosi.

Ma poi mi pongo tanti problemi, tante domande, e proprio da lì nasce l'interazione tra Alessandro e Simone. Alla fine il più discriminato in questa storia rimane il secondo e spesso è il suo ragazzo per primo a discriminarlo, a metterlo inconsciamente in disparte rispetto a un suo ideale mentale (e, in fondo, preconcetto) di comportamento.
Tutto questo, ai miei occhi, appare un ambito di indagine molto interessante.



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La canzone di Alessandro e Simone: La Cura di Franco Battiato

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L'angolo critico di Cooper Green:
Uhm in questa storia c'è la mia versione ultra-trentenne, italiana e monogamica! Ciao, Simone! Beh, non ha il mio stile, non ha la mia classe, ma è una persona tremendamente sincera e onesta. E poi lui può essere uomo nel modo che diamine vuole! Ché forse è più uomo uno che lo dà rispetto a uno che lo prende? Non raccontiamoci più quella dell'uva, per favore (*ride* *rantola* *rotola*)... XD Alessandro dovrebbe smetterla di avere in testa frasi fatte e ascoltare solo ciò che gli dice il cuore e l'istinto... Anche quello basso, che non sbaglia mai... La più grande malattia della nostra epoca è aver sostituito la logica con gli slogan. Già già.


Bravo Cooper! *__*

Cameron




Foto random di fighi interessanti: Joseph Gordon-Levitt
                                   Spesso a farmi da Musa sono attori del cinema. Amo il cinema.

Cameron è a un punto di svolta della sua vita: a 27 anni fa lo sceneggiatore nella Babilonia di Hollywood, la sua carriera è in ascesa. Se la sua fortuna lavorativa è fuori discussione, la vita sentimentale non è altrettanto solida: la relazione più importante della sua vita si è appena spezzata. Cameron vive a Los Angeles, la mecca del cinema, ma è nevrotico e concettuale come un newyorkese DOC. Non è esattamente dove sperava di essere, perché le sceneggiature che scrive non sono per qualche bella produzione cinematografica degna di rispetto, ma per un telefilm adolescenziale che cavalca la moda dei vampiri dall'imbarazzante titolo I rovi della luna. Impiego che riempie più le sue tasche che la sua autostima come scrittore.
Bradley è uscito dalla sua vita, adesso c'è solo un enorme punto interrogativo che non sembra condurre da nessuna parte. Cameron è in balia degli avvenimenti che presto o tardi lo trascineranno in una direzione o nell'altra. Il suo sogno nel cassetto e approdare al grande cinema e vincere un giorno l'Oscar per una sceneggiatura originale. Per quanto riguarda invece la vita privata, non sa esprimersi. Sa fare solo errori, cercando alla cieca un punto d'approdo.

Solo su EFP una nuova storia targata BuFr. Prossimamente, nuovi dettagli.

 

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Natale... di nuovo!



Visto che l'anno scorso gli auguri ve li aveva dati Matt Bomer che tra tutti gli esseri umani del creato pare l'unico in grado di interpretare in carne e ossa la bellezza fuoriclasse di Will, quest'anno affido gli auguri a un flemmatico Kevin Flamme ^^ Lui che tempo fa avevo considerato *sputato* per prestare il volto al personaggio forse più popolare di FOUR, Harry Spades.



Si prevedono grandi novità su EFP per l'anno nuovo! Conto di portare a termine sia Abominium che Selforus, possibilmente anche Freak, Revolution (anche se richiede di andare di pari passo con FOUR) e successivamente iniziare le nuove serie che sto progettando e di cui non vi anticipo ancora nulla :)
Tanto brodo bolle in pentola!

Cooper: Autrice, posso farti notare che a partire dalla festa di compleanno di Christian io non compaio più? Io sono il quinto protagonista!

Hai una serie tutta per te, Coup, smettila di lamentarti e di farmi sentire in colpa! Ora tutti richiedono un po' di spazio, in FOUR.

Cooper: Ti sei fissata su pel di carota Robert, che sembra nato da una crasi tra me e Kerry <3 Non fai che occuparti di lui. Figli e figliastri!

Ma lo sai che tu sarai sempre il mio preferito, ciccino! Beh, dopo Harry almeno :P Ti consolerebbe se ti affidassi gli auguri di Natale ai lettori?

Cooper: Davvero posso? Ehm ehm. Lettori cari che mi seguite sulle pagine di FOUR e di Freak, Revolution, che attendete febbrilmente ognuna delle mie lemon (perché un limone al giorno leva il medico di torno, si sa!) e che come me tifate per l'esplorazione del kamasutra tra il poliziotto e il mio adorabile Christian, vi auguro nel prossimo anno di divertirvi un casino, di prenderne un sacco e di scoprire il funzionamento di almeno un nuovo sex toy! Siate più buoni, più elastici e più generosi, soprattutto tra le lenzuola, ma anche nei camerini dei negozi, nelle automobili in camporella o aspettando l'autobus...

Finito?

Cooper: Ehi, Robert ogni volta che apre bocca si prende almeno dieci righe e io...

Oooh smettetela di fare i figli gelosi, un po' per uno in braccio alla mamma.
Che dire?

Cari lettori di BuFr su EFP, non posso far altro che augurarvi un 

Buon Natale!

Un Natale slashoso, naturalmente, a nome degli Wistian e degli Harlier e dei Bensky e dei Rob&Rob,

delle quattro coppie di Abominium,

di Selforus e Telyor

e un augurio speciale e solitario dal "Forever Alone No More" Warren!!! :D

Abominium: la coppia di Milano




Negli Stati Uniti di prevalenza protestante le associazioni correttive dell'omosessualità sono una realtà. Giusto un paio di settimane fa su Vanity Fair c'era un bell'articolo che ne parlava, pubblicando testimonianze di varie persone, uomini e donne, finite nelle maglie di questi tentativi di "reinserimento nella società".
Seguiamo un attimo il ragionamento *conservatore*: lo stato naturale di cose è che gli uomini siano attratti dalle donne e le donne siano attratte dagli uomini. Questa attrazione ha finalità biologiche e viene regolamentata nelle diverse religioni in vari modi. Ciò che esula da questo "ordine", quindi, è un'anomalia.
Che fare, quando l'anomalia si presenta?
Noi abbiamo ben chiara la versione dell'Antico Testamento: l'Abominio verrà lavato col sangue.
Ecco che in tanti paesi l'omosessualità viene "curata" a mazzate e insulti.
Giustamente però la civiltà è andata avanti da ogni punto di vista: se la pena di morte non è una soluzione per delitti gravi come l'omicidio, persino i più acerrimi pensatori avversi alla pratica omosessuale devono aver ritenuto che ci devono essere soluzioni alternative di fronte all'"anomalia". Tanto più che il cristianesimo è una religione basata sul perdono, sulla pietà, sull'amore.
Ora: come si agisce nei confronti di un'anomalia? Quando si tratta di ambito clinico, l'anomalia viene curata. Raddrizzata, riportata sul binario consueto e utile.
Quindi a un certo punto certi pensatori civili, in maggioranza nei razionali paesi anglosassoni, hanno detto: se l'omosessualità è malattia, non va giudicata ma curata.
Pensiero in apparenza più magnanimo, ma...

In molti telefilm americani si fa accenno a questo tipo di associazioni correttive; ricordo in particolare una delle singolari serie HBO, Big Love. Già di per se stessa la serie trattava di un tipo di amore ai limiti: avete presente i mormoni poligami americani? Ecco, il telefilm trattava proprio le vicende di una famiglia "moderna" ma poligama: un uomo, tre mogli amate ugualmente ma diversamente, un mare di figli. C'era molto scontro ideologico in questa serie su tre fronti: la tradizione mormona, la vita di questa famiglia comunque moderna, la società comune (quella a cui noi apparteniamo) che li disapprovava.
Naturalmente, in quanto appartenente ad una sotto-sezione della religione protestante e dunque cristiana, questa famiglia mormona era osservante nei confronti dei culti e dei dogmi di cui era parte. Una delle ragazze di famiglia, incinta, capita con il fidanzato a casa di una coppia apparentemente perfetta interessata all'adozione; piano piano però l'uomo, per spiegare la loro difficoltà a concepire credo, si confida con loro sotto l'occhio amorevole della moglie confessando di aver sempre covato pulsioni gay e di essere più o meno guarito, anche se ovviamente ogni tanto la tentazione tornava. I due ragazzi, pur cristiani, provano un immediato rifiuto per l'idea.
Ricordo bene che la ragazza, uscendo da quella casa, commenta "Non so quale sia la soluzione al problema dell'omosessualità, ma non è certo questo."

Proprio lì sta il nodo: anche persone estremamente credenti capiscono che in un compromesso del genere c'è qualcosa che non va. Pensare di correggere le pulsioni sessuali fino a sfociare in un matrimonio tradizionale confonde le idee pure degli intolleranti più indefessi. Non è quella la soluzione.
Qual è, dunque, la soluzione, se non è 1) questa; non è 2) punirli; e non è evidentemente 3) lasciarli in pace e basta?

Quasi nessuno, neppure al giorno d'oggi, si pone tale domanda con serietà (a parte quelli che credono fermamente in una sola delle tre opzioni. In questo mucchio ci sono anch'io...). Spesso sento slogan, frasi fatte. I bambini devono avere un padre e una madre! Sì, ma i bambini dell'orfanotrofio non hanno né l'uno né l'altra. Si è evidentemente tanto radicati a un certo modo di sentire "di pancia" che lo si ritiene logico di per se stesso, senza controllare le alternative.

Torniamo alle associazioni correttive. In Italia fortunatamente (beh, in apparenza, non siamo certo un baluardo della tolleranza per tutto il resto) sono poco diffuse. Tuttavia molti genitori di ragazzi gay sperano in cuor loro, per un breve periodo, che sia "una fase". Non è mai una fase, ahimè.
Uhm. Checché ne dica Povia.

Devo confessare che la canzone Luca era gay è stata di grande ispirazione per la storia di Milano, tanto che il personaggio di Luca Bertasco ricalca proprio lo strano tipo descritto da Povia. Ricordiamo: la canzone racconta di un uomo che, dopo aver avuto praticamente solo esperienze emotive e sessuali con persone del suo sesso a causa di una madre opprimente e di un padre che l'aveva abbandonato, trova la liberazione nell'incontro con una donna che scoprirà di amare con tutto il cuore e che lo renderà padre. Molti difendono questa canzone sostenendo che non è veramente intollerante verso i gay, che in fondo precisa sulla storia di Luca: "nessuna malattia, nessuna guarigione". Ho capito, Povia, però siamo sempre lì, in quel titolo: Luca era gay. Non ci crederai ma secondo me è quasi più dignitoso, rispettoso esprimere un concetto come Luca è etero ma ha avuto esperienze gay. "Essere gay" come "essere etero" è un concetto talmente astratto e insieme rigido e vincolante che non può essere associato a uno status temporaneo e trascorso; può essere aggiornato, ma non può ragionevolmente essere declinato al passato. Non si può essere stati "temporaneamente" gay: al limite sì, si può temporaneamente avere avuto esperienze con gli uomini. Invece essere gay, etero, bisex, è una definizione che ha senso nel presente, che investe la sensibilità dell'individuo e che ingloba l'intero bagaglio della persona so far; è un modo per spiegare in che direzione sia andato il cuore di una persona fino a quel momento. Non è un'etichetta che ti si appiccica addosso finché fai sesso con una certa categoria, e decorre poi dopo un tot di tempo. Inoltre, nella canzone Luca ci descrive il suo essere stato gay come un'esperienza minore della sua vita, in un certo senso sbagliata, alla luce del fatto di essersi innamorato perdutamente di una donna. La sua relazione precedente con un uomo, pur importante e significativo, era rinunciabile al confronto, così ci dice. Il punto è che secondo me è liberissimo anche di ritenerla tale, non è mai stato quello l'aspetto problematico della canzone. Il problema reale è che io ascolto la canzone di Luca e quello che ne deduco è: ok, non sei mai stato gay, facevi solo del sesso gay in preda alla confusione emotiva. Rilassati.

Quell'era gay di Luca dunque puzza un bel po', tradisce non volendo qualcosa. Il verbo al passato mi suona come una presa di distanza inconscia quanto fortemente voluta. Luca ha ancora un bel po' di confusione riguardo alla sua vera natura, è questo il vero messaggio della canzone. Perché, come ci ricorda la tagline di un bel film che parlava di due ragazzi che, come Luca, "erano stati gay" durante un'estate in montagna, Love is a force of nature. E la Natura, per quanto tu la tenga a freno, si risveglia sempre, ciclicamente.

I protagonisti della mia storia, Davide e Gabriele, si incontrano proprio in uno di questi centri correttivi a Milano e fanno amicizia. Sin da subito si ritrovano di fronte a uno di quei paradossi che affrontavamo prima: essere amici, piacersi, volersi bene è naturale, e sano, ma due ragazzi gay e che non *vogliono* esserlo più che si vogliono bene rischiano l'allarme rosso a ogni svolta.
Due ragazzi etero che si piacciono diventano amici, un ragazzo e una ragazza etero che si piacciono diventano amanti. Davide e Gabriele erano gay - o quantomeno, ambiscono a tale traguardo raggiunto da Luca - dunque vogliono imparare a camminare sulla sottile linea che divide amici e amanti rimanendo dalla "parte giusta", quella della sana amicizia virile. Da che parte li spingerà la Natura, a prestarle ascolto, secondo voi?
Perché in fondo è lei quella che fa da guida, alla fine della fiera.
Io non so quale sia l'opinione di ognuno degli abitanti di questo mondo, ma posso ambire a pensare che almeno su una cosa, a meditarci, saremmo quasi tutti d'accordo: anche senza spiegarcelo, sappiamo tutti per istinto cosa sia il cosiddetto "principio di non contraddizione".

Quindi, che la natura conduca contro natura mi sembra ne tradisca senza sforzo la regola di base.

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La canzone di Davide e Gabriele: Senza ali di Giorgia

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L'angolo critico di Cooper Green:
(Dopo aver saputo che esistono associazioni correttive, scoppia a piangere per la prima volta nella sua vita, poi si ricompone e parla). Siamo dei pazzi? Ci manca solo che nell'unica vita che abbiamo ci dicano con chi fare sesso!
...ah giusto, la faccenda del Paradiso. Tutto il mio rispetto per chi ci crede; ma nel dubbio, non è meglio inseguire il Paradiso in questa Terra, finché siamo in vita? Metti che poi ti sei sbagliato e dopo la morte non c'è niente...
E se c'è qualcosa, beh. Accetterò la dannazione eterna senza fare storie, capita di perdere una scommessa e di pagarla; anche la più grossa che c'è. Avrò sbagliato io ed è giusto venire puniti quando si sbaglia.
...però almeno avrò tanti bei ricordi della vita.

Abominium: la coppia di Roma


Parliamo di Abominium, la mia fic di EFP più seria, e in particolare della prima coppia del quartetto, quella di Roma.
Claudio è un uomo in carriera che lavora in una televisione, Edoardo il giovane assistente con cui ha una relazione. Oltre ad uscire con il ragazzo, Claudio ha anche una storia "ufficiale" con una showgirl della sua azienda che condurrà al matrimonio. In qualche modo, Edoardo - pur ragazzo concreto e smaliziato - viene trascinato in una situazione che lo rende vittima: lui vorrebbe una vera e propria storia, ma deve vestire il ruolo molto stretto di amante occasionale. Inoltre, Claudio non ha mai riconosciuto nemmeno con lui che tra loro ci sia un legame sentimentale e nemmeno che il rapporto tra di loro - essendo uomini - sia da intendersi come un adulterio vero e proprio. Insomma: una relazione piuttosto squallida non per sua natura ma a causa dei confini che gli ha imposto Claudio stesso e di cui Edoardo non riesce a disfarsi. Il suo amante si dimostra infatti geloso all'idea che il ragazzo esca con altre persone, nonostante tutto, mostrando un atteggiamento contraddittorio tra fatti e parole.

Una delle fonti di ispirazione di questa storia fu una notizia di cronaca ascoltata per radio un paio di anni fa: qua in Italia uno sposo fu beccato a far sesso con il suo migliore amico proprio durante il ricevimento di nozze. Erano nascosti nei bagni, e quando furono scoperti dovettero quasi fuggire per evitare di fare una brutta fine.
La mia reazione di fronte a una storia simile fu contraddittoria: provavo quasi simpatia per i due malcapitati, nello stesso tempo era difficile sforzarsi di non dire "ve la siete andati a cercare".
In fondo, ti verrebbe da chiedere:
1) Era necessario sposarti?
2) Se era necessario sposarti, era indispensabile invitare il tuo amante?
3) Se era indispensabile invitarlo, dovevi proprio fare sesso con lui durante il tuo matrimonio?
Nei confronti della sposa, questo gesto mi sembra un tantino indelicato.
Cosa può spingere due persone che si amano clandestinamente a un comportamento tanto idiota?
La risposta è nella domanda: specie trattandosi di omosessualità, è visibile un eterno scontro tra ciò che si desidera a livello sessuale ed emotivo e l'immagine che si è fieri di dare agli altri. Quindi è quasi un comportamento freudiano adottare comportamenti che potrebbero portare ad essere "sgamati", perché per quanto incompatibili i due aspetti hanno entrambi, nella nostra vita, un'importanza capitale.

Claudio, nella storia, è questo: un uomo che ha un'idea inviolabile e immacolata del tipo di vita "pubblica" che vuole avere, e che se la sta costruendo mattone su mattone quasi fosse un lavoro.
Edoardo, in questo piano, è un diversivo, una piccola zona franca. O almeno come tale Claudio vuole dipingerlo, con esiti disastrosi.
Il loro rapporto rientra in un cliché deprimente e vecchio come il cucco - una persona tiene il piede in due scarpe, una scarpa sa tutto e l'altra è all'oscuro, e la scarpa che è all'oscuro deve rimanere protetta e avrà sempre la priorità - e allo stesso tempo di incarnare tutti i fantasmi dell'omofobia, come il pregiudizio che una relazione tra uomini investa, al limite, solo l'ambito sessuale e non quello affettivo.

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La canzone di Edoardo e Claudio: Un'emozione da poco di Anna Oxa


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L'angolo critico di Cooper Green

Fare sesso per divertirsi non è mai una perdita, però occhio a dare amore a chi non se lo merita! Ci si fa solo del male. Edoardo dovrebbe mandare a quel paese Claudio, ha già avuto da lui tutto quello che poteva ottenere; se poi il soggetto insiste a recuperare terreno e rivuole le attenzioni che ha perduto,  a quel punto deve *come minimo* mettersi in ginocchio e concedere tutto ciò che ha rifiutato fino a quel momento.
Altrimenti può anche starsene lì dov'è.


Compleanno FOUR



 1 ANNO
:D :D :D

 



FOUR ha magicamente compiuto un anno di pubblicazione su EFP.
Non siamo ancora al capitolo 100 ma poco ci manca (anche se, secondo il mio conteggio, siamo ancora sotto i 40. La divisione in 2 o in 3 è solo per esigenze di snellimento sul sito ^^). Che dire? Sono successe tante cose, la storia si è piano piano estesa dal quadrangolo amoroso iniziale a tutta una rete di sotto-relazioni, tutte più o meno prossime a realizzarsi e comunque incrociate con la trama generale. Nel frattempo, la storia è mutata nella sua struttura e adesso a farla da padrone sono due liasons d'amore distinte, Will/Christian e Tyler/Harry. Che altro? Non so prevedere quanto tempo ancora richiederà la storia; queste serie si scrivono un po' da sole e forzarle a chiudere prima del tempo è sempre una scelta mutilante.
Ma sentiamo che hanno invece da dichiarare i personaggi per celebrare il lieto evento!

Christian: Ehm, io... Che dire... Io... Ma davvero sono io il protagonista della storia? E perché?

Will: No comment.

Tyler: Spero di non aver fatto brutte figure, quest'anno, e che la serie vi abbia divertito.

Harry: Non capisco perché mi interpellate. Io sono entrato in scena almeno venti capitoli dopo l'inizio. Richiedetemelo perciò quando sarà l'anniversario della mia apparizione, vi ringrazio (in fondo è quella che ha salvato la serie...)

Cooper: Troppo poco sesso in un anno!

Raphael: Avrei qualcosa da ridire sul fatto di essere il punging ball emotivo della serie. Perché tutti gli altri si innamorano e io vengo invece sistematicamente lasciato e usato? Perché???

Joel: La mia vita non è così coinvolgente da essere seguita nella storia, comunque brindo e ringrazio i lettori.

Kerry: Ringrazio di essermi fatto Cooper, sono protagonista di una serie a parte solo grazie a questo.

Benjamin: Io voglio Sky, del resto mi interessa poco.

Robert: Yeeeeeh! Hip-hip urrà! Un anno! Un anno intero! Cavoli. E pensare che credevo di rimanere una comparsa nella storia, invece adesso ho pure un ruolo importante! Poi assisto sempre alle scene salienti perché lavoro con Christian. Avrò anch'io una mia trama romantica? Cavoli spero di sì. In genere non a tutti piacciono i ragazzi con i capelli rossi, anche se carini, per cui non ero certo di poter interessare a qualcuno. Però cosa succederà? Scoprirò la vera natura di Robin? Perché sai io... (tagliato per esigenze di spazio)

James: Io coi lettori non ci voglio parlare, loro tifano per la coppia formata da Harry e da quel capellone... Come fanno a dire una cosa del genere????? Li suono! E comunque io con Russell non ci andrò mai neppure fosse l'ultimo rimasto sulla faccia della terra. Umpf.

Sky: Questa storia fa schifo.

River: No, è fantastica, guarda quanti begli umani...

Noel: Una serie incentrata su mio figlio Christian? Ma siete pazzi??

Griffin: Ci tengo a ricordare che l'anima della serie sono IO.

Robin: Cos'é tutto questo chiasso?

Cloude: Veramente.


Chiudo con un saluto speciale ad una categoria estremamente discriminata all'interno di questa storia ma sempre viva: le coppie etero.

Rick & Maggie
Brenda & Steve
Greg & Rachel
Prima & Rico

Che il WWF possa aver cura di loro.
 
 
 
 
 
 

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La nascita di Harry



 Direi che posso andare avanti nel descrivere il backstage di FOUR facendo finalmente un coming out che ho rimandato da tempo.

Quando anni fa come sapete ormai da altri post avevo "inventato" di sana pianta la trama di FOUR, senza a quel tempo trasferirla su carta, la storia nasceva come semplice triangolo amoroso.

Il giovane Christian dai poteri ESP doveva scegliere tra due ragazzi invaghiti di lui che incontrava lo stesso giorno: Tyler e Will.

Ovvero, il bravo e bel ragazzo un po' grunge adorato da tutti, e il poliziotto figo ma burbero che in apparenza detestava Christian.

Molto presto é sorto un problema, però: mentre la linea narrativa di Will era a mio avviso molto interessante, quella riguardante Tyler era fin troppo liscia.

Era chiaro fin da subito che dopo tante peripezie avrebbe stravinto Will; e Tyler, troppo buono, si sarebbe semplicemente fatto da parte. Storia finita, nessun pathos, tutti a casa.

Tyler non era abbastanza interessante per essere intrigante.

Ed ecco il coming out: il personaggio di Harry Spades, fin dal principio, é stato creato per Tyler.

Tyler aveva bisogno di un personaggio che lo rendesse interessante per contrasto, e che intrecciasse con lui una relazione ben più difficile di quella che poteva avere con Christian. Volevo che anche Ty affrontasse un rapporto travagliato.

Cosa c'era di meglio, dunque, che Harry Spades fosse tipo l'unica persona in circolazione che odiasse cordialmente Tyler, e si invaghisse a sua volta dapprincipio di Christian?

In un modo o nell'altro, Tyler e Harry sono fin dall'inizio concepiti "in coppia".

La cosa più buffa é che da quando a suo tempo ho definito questa situazione, per me é stato un colpo di fulmine. Io adoro la coppia Spades-Luke. Ho sempre avuto un debole per loro due; secondo me sono fatti l'uno per l'altro XD.

Ed é bello che invece loro dissentano totalmente da questa tesi... :-/

Colpo di f...rusta




Avete notato che in tutte le storie che pubblico su EFP non c'é quasi mai un colpo di fulmine?
Lo notavo io stessa non molto tempo fa. Al contrario, tutte le coppie che hanno un futuro nelle mie storie hanno un inizio per nulla positivo, mentre i pochi che si innamorano a prima vista, in genere, vengono bastonati. Sky con Tyler, per esempio. Poi, ok, c'é sempre l'esempio di Benjamin: lui é attratto da Sky fin da subito. Però non é amore, é solo attrazione fisica che eventualmente solo poi, dopo molte tribolazioni, sfocerà in amore.

Will e Christian hanno avuto molti problemi anche solo ad essere gentili l'uno con l'altro, i primi tempi.
E direi che non c'é neanche bisogno di citare l'esempio di Harry e Tyler.
Selforus e Telyor hanno una deroga, ma solo perché la loro relazione é già abbastanza drammatica per altri versi.

Quindi mi chiedo: possibile che io non creda all'amore a prima vista? Molte mie colleghe ne parlano, nelle loro storie.
Forse che sotto un certo punto di osservazione, sotto sotto ritengo che il vero amore venga solo dall'affezione, dall'essere pian piano "intossicati" da quella persona senza poterne più fare a meno. In confronto, chi si "piace" a pelle mi sembra connesso da un legame, almeno fino a lì, più superficiale.
Non che la seconda cosa non possa essere un naturale presupposto della prima.
Tuttavia volete mettere due che invece di farsi le moine fin da subito, si strappano i capelli con scalpo e tutto prima di arrivare al dunque? XD



Mark










 
Nome completo: Mark Strong
Età: 22 anni
Altezza: 179
Colore occhi: Blu
Colore capelli: Biondo miele
Segni particolari: Biondo?
Lavoro: Artista

L'ultimo ragazzo "importante" di Tyler. Quando ha inizio la storia di FOUR, si erano lasciati da non più di tre mesi, a motivo del trasferimento di Mark a San Francisco per studiare arte.
Si sono visti la prima volta al Clover, e si sono messi insieme quasi subito. La loro relazione é andata avanti per circa due anni, e visto il buon affiatamento Mark ha quasi subito diviso le spese dell'appartamento di Tyler andando a vivere con lui.
Il loro rapporto é strano, più basato su una forte intesa che sulla passione; la rottura non é stata dovuta a dissapori irrisolvibili, ma é stata piuttosto una conseguenza naturale del trasferimento di Mark, che ha ritenuto opportuno non proseguire la storia a distanza.
Purtroppo, Mark non é una persona fedele, al contrario di Tyler: durante la loro convivenza, si prese addirittura una sbandata per un artista molto più vecchio di nome Cedric, il quale finì per accettare le avance di Mark senza voler però davvero stare con lui. Tyler venne a conoscenza di tutto, ma decise di stare vicino al suo compagno, e la loro relazione in qualche modo proseguì ancora.
Il raffreddamento però é stato inevitabile, e prima che si potesse arrivare ad un punto di scontro, é sopraggiunto il trasferimento di Mark, che in qualche modo é venuto a comodo.
Stando lontani, Tyler e Mark sono riusciti a salvare la loro amicizia senza farla degenerare in qualunque tipo di risentimento.
Anche se i due non stanno più insieme, sono amanti: quando Mark torna a Cardenal, spesso passa le notti dal suo ex.
Pare che al momento stia con un collega di San Francisco, ma non sembra una cosa seria.

E' stato Mark a presentare Joel a Tyler, Kerry e Raphael, poiché erano compagni di studi.

Nel complesso, Mark é uno spirito libero, dal carattere complesso e molto difficile. E' stato innamorato sinceramente di Tyler; ma le loro personalità erano molto diverse, e non avrebbero permesso loro di stare insieme ancora a lungo. Il biondo viveva nel timore di finire per ferirlo sul serio a causa del proprio temperamento.
Mark tende ad essere di indole malinconica, sempre alla strenua ricerca di qualcosa; mentre Tyler é una persona fondamentalmente felice e serena.

Il biondo artista non ha mai veramente dimenticato l'uomo con cui ha tradito Tyler, Cedric; Mark é ancora molto scottato dalla faccenda, perché come artista lo considera un autentico genio, un'ispirazione anche per il proprio lavoro, e spesso e volentieri é costretto ad incontrarlo.
Il desiderio di Mark sarebbe stato, al tempo della loro relazione creativa, che Cedric lasciasse l'uomo con cui conviveva per prendere Mark con sé, facendo di lui un compagno alla luce del sole e un discepolo. Ma l'artista veterano, pur non rifiutando gli occasionali incontri erotici con il biondo - di cui per altro il proprio convivente era perfettamente a conoscenza - e non avendo nulla in contrario a fargli da mentore in campo artistico (due cose che nel loro rapporto tendevano a sovrapporsi completamente), non ha mai avuto alcuna intenzione di lasciare il suo compagno, con cui sta da almeno vent'anni.
Ogni tanto Mark ci ricasca, con Cedric; continua ad esserne cotto ed é un po' il suo tallone d'Achille. Ovviamente Tyler non ama sentir parlare di questo losco figuro e lo odia cordialmente...